Il mondo della cinofilia, come tutti gli altri, è soggetto alle mode. Le mode, più o meno durature, stanno investendo pericolosamente anche l'allevamento del Pastore dell'Asia Centrale, che vede già varie correnti. Oggi in questa razza ci sono gli estimatori del "turkmeno a tutti i costi", quelli che "come i tagiki non ce ne sono", quelli che "gli Afghani prima di tutto", etc. Frequentemente si incontrano sedicenti "guru", fondamentalisti di una determinata tipologia, ma che soltanto l'anno precedente appartenevano a tutt'altra scuola di pensiero...ed è chiaro che i repentini cambiamenti di opinione nella maggior parte dei casi nascondono fini commerciali. Ognuno ha il diritto di avere le sue preferenze, ma farsi domande anteponendo l'interesse di questa razza al "sano egocentrismo" che ogni allevatore pur inconsciamente coltiva è un preciso dovere morale, perchè questa razza non è come le altre: il Pastore dell'Asia Centrale esiste da sempre.
Ad un certo punto , dopo qualche anno, ritengo doveroso descrivere quelle che sono le linee guida del nostro progetto di Allevamento, cioè spiegare il filo logico che unisce la presenza di tanti soggetti che rappresentano linee di sangue differenti ma che a mio modo di vedere necessitano fortemente gli uni degli altri, per le ragioni di cui ho parlato.
Parlando dei cani AFI, abbiamo la voglia e la possibilità di allevarne le discendenze. Ne abbiamo una degna rappresentante in allevamento e potremo, se necessario, rinverdirne il sangue con importazioni mirate a questo scopo.
Dei turkmeni diciamo che sono con noi soggetti che ne racchiudono le qualità e la purezza, in questi anni abbiamo provveduto ad importarne di molto validi ed altri stanno per arrivare. Mi preme ricordare che questi nostri turkmeni non sono destinati ad accoppiarsi unicamente tra di loro, ma, con l'immissione del sangue degli altri, a mantenere largo il più possibile l'enorme patrimonio genetico del Pastore dell'Asia Centrale.
Avremo sempre al nostro interno una linea di sangue interamente turkmena, in onore di una tradizione, che però va riportata ad essere valutata come tale. Non ha senso ritenere che la purezza debba essere oggetto di nazionalismi vari o di interessi di campanile.
Per fare ciò, e soprattutto per farlo in modo onesto, ci continueremo ad avvalere, come in passato, di collaborazioni con altri allevatori ed estimatori della razza, siano essi in Italia o all'estero. Allo stesso modo continueremo ad ignorare gli autoproclamati messia, guru e superesperti che continuano a proliferare in un ambiente che, va detto, è composto per la maggioranza da persone dalle idee sane. Se così non fosse saremmo destinati, anche noi, a produrre e a collezionare patologie.
Sarà una piccola parte di un Allevamento che mira a preservare i Pastori dell'Asia Centrale nella loro ricchezza genomica, così come sono convinto si siano formati nei tempi remoti, molto prima dei recenti confini tra gli stati, durante i tanti secoli in cui Turkmenistan, Tagikistan, Kazakistan, Kirghizistan, Afghanistan, Iran, etc. costituivano un'unica grande regione.